Associazione Nazionale Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto

Saluto del presidente – Storia di una rinascita

Vittorio Veneto è il luogo della memoria dei tanti giovani che fra il 1915 e il 1918 spesero anni cruciali della loro vita sui campi di battaglia della Grande Guerra. Quei ragazzi, divenuti adulti, nel 1968, – anno in cui ricorreva il cinquantesimo della vittoria – furono onorati con un titolo cavalleresco che portava il nome della nostra città. Qui a Vittorio Veneto fu posta la sede nazionale dell’Associazione che li riuniva e qui è conservato l’archivio che racconta quarant’anni di storia del loro sodalizio. Il recupero di quella tradizione, la tutela di quanto essa ha prodotto e la volontà di trasmettere a chi verrà dopo di noi la memoria di ciò che è stato, hanno rappresentato la ragione che ha spinto a non lasciar cadere nell’oblio la realtà rappresentata dai Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto alla cui associazione si è deciso di dare una nuova vita.

Da più parti d’Italia infatti era stato richiesto di non far morire questo sodalizio che ricordava una parte significativa della Storia d’Italia cui il popolo è affezionato anche perché il simbolo di quel conflitto è rappresentato dal “Milite ignoto” che raffigura il sacrificio massimo richiesto ad un soldato per obbedire alle Sacre Leggi della Patria.

La rinascita dell’Associazione dei Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto, promossa dalla Consulta delle Associazioni d‘Arma e dal Comune di Vittorio Veneto, rappresenta un progetto a cui intendiamo dare un respiro nazionale. Da ciò è nata la scelta di presentarlo a Roma – il 3 aprile scorso – presso la sala stampa della Camera dei Deputati. Naturalmente il passaggio a questa nuova dimensione che porterà all’apertura di sezioni in tutta Italia, ha richiesto sia un adeguamento dello statuto che la stesura di un regolamento, approvati dall’assemblea straordinaria dei soci che si è tenuta lo scorso dicembre proprio qui, al Museo della Battaglia. Alla luce di tutto ciò i Cavalieri di Vittorio Veneto, nello spirito dell’originale statuto fondativo, continuano ad essere un’associazione memorialistica e culturale che si prefigge come scopi la promozione e la divulgazione della conoscenza storica e la conservazione della memoria e dei valori che portarono alla sua nascita. Gli strumenti attraverso i quali perseguire questi obiettivi restano l’organizzazione di congressi e convegni, l’allestimento di mostre, la pubblicazione di libri e riviste, la realizzazione di prodotti multimediali, la promozione di studi e ricerche e l’organizzazione di momenti di incontro fra i soci.

Nel 2024 è stata inoltre siglata una convenzione con il Comune per la gestione del Memoriale di Cavalieri di Vittorio Veneto che ha la propria sede qui, all’interno del museo, nel complesso di San Paoletto. Come sapete si tratta di una struttura che conserva i nominativi di oltre 1 milione e 200 mila insigniti del cavalierato che porta il nome della nostra città. Il Memoriale può, tramite il rilascio di un’apposita attestazione, certificare ai discendenti dei cavalieri che il loro avo fu effettivamente insignito dell’onorificenza e può rilasciare ai congiunti di tutti i combattenti della Grande Guerra il diploma di cittadinanza onoraria alla memoria dei loro avi. Da quando queste iniziative sono partite, le certificazioni rilasciate sono state oltre cinquemila e tutto questo senza che sia stata fatta particolare promozione alla cosa.

Nei primi mesi del 2025 le certificazioni emesse sono già 240. Attualmente stiamo recuperando l’arretrato relativo al 2023 e poi passeremo al 2024. L’attività del memoriale verrà rilanciata e promossa anche attraverso le nuove sezioni che apriremo nelle varie regioni d’Italia. La convenzione sottoscritta con il comune non riguarda però la sola gestione del Memoriale dei Cavalieri di Vittorio Veneto ma tutta una serie di iniziative culturali da realizzarsi congiuntamente al Museo della Battaglia e va ad affiancarsi ad altre analoghe convenzioni siglate dall’Amministrazione comunale con il centro studi storico militari sulla Grande Guerra Piero Pieri e con l’ISTRIT, l’Istituto Storico Trevigiano.

Nell’ottica di questa convenzione, per quanto riguarda il futuro sono allo studio una serie di iniziative in collaborazione con enti e amministrazioni pubbliche che vi illustrerà tra breve la vice-presidente avvocata Barbara De Nardi. Nell’immediatezza invece la nostra prima uscita sarà mercoledì 16 aprile alle 17.30, sempre qui al museo della battaglia, con l’inaugurazione della mostra «Le Forze Armate nella Guerra di Liberazione 1943–1945», allestita in occasione dell’Ottantesimo della liberazione, alla quale abbiamo collaborato con il Comune, con l’ISTRIT e con il Centro Studi Piero Pieri, e che vedrà la presenza dei generali Enrico Pino, curatore e già direttore dell’Ufficio Storico dello stato Maggiore e Paolo Gerometta, presidente nazionale di Assoarma. In seguito, sempre in collaborazione con il comune e con le due associazioni appena ricordate, vi segnalo il convegno di studi che si terrà fra Treviso e Vittorio Veneto nelle giornate del 9 e 10 maggio, sempre qui al Museo della Battaglia e presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Treviso in occasione dei 110 anni dallo scoppio della Grande Guerra. Sono previsti anche una serie di incontri con studiosi come ad esempio quello in programma il prossimo 6 giugno, con il professor Eugenio Cipriani, dedicato al bombardamento di Dresda.

 

Il Presidente Nazionale

Gabriele Prodomo